MUSICA

POST MALONE

Il suono e l’ascesa

DI DAVIDE GUIDA

Febbraio 2015, Mark Ronson e Bruno Mars capeggiano le classifiche seguiti da Ed Sheeran, Hozier e Taylor Swift. Nella Billboard Hot 100 il panorama è variegato, c’è spazio per tutto, dal caldo blues di Sam Smith sulle note di ‘ I’m not the only one ‘ al timbro leggero di Adam Levine dei Maroon 5 con ‘ Sugar ‘.  L’unico grande assente è un pezzo rap che fossimo in grado di ricordare oggi, o forse no, forse questo scenario mescolato di diversi suoni e di diverse tendenze è la culla di ‘ White Iverson ‘, rilasciato da uno sconosciuto chitarrista texano su SoundCloud. Stiamo parlando di Post Malone, che pochi tempi prima era stato scartato dai Crown The Empire per aver rotto le corde della chitarra durante l’audizione. Post rilascia un singolo malinconico, introspettivo e con diverse influenze. Post canta, poi rappa, diciamo che rappa cantando e per la prima volta nella scena qualcuno lo fa senza processare troppo la voce. Malone suona chiaro e limpido come fosse il frontman di un gruppo rock, lui che dal rock dopotutto proviene, l’impronta caratteristica della traccia attrae l’attenzione dei protagonisti della scena. La strumentale evocativa con i piattini trap a cui siamo ormai abituati, la ritmica della voce in controtempo agli 808 (i battiti a frequenze più che basse) , le melodie semplici che ti ritrovi a canticchiare nei momenti di noia, non sappiamo cosa di preciso ma sta di fatto che viene notato.  Il 19 luglio, 2015, Malone rilascia il video di “White Iverson” spendendo tutti i suoi risparmi per la realizzazione. Il singolo riceve I complimenti di Mac Miller e Wiz Khalifa, e nel giro di un mese ha già più di un milione di views su YouTube, diciamo che per quanto rischioso l’investimento si rivela vincente. ‘ Diciamo ‘ perché spinge un intero album di fuoco chiamato ‘Stoney’ che spiazza tutti. Kanye West dopo averlo ascoltato al diciottesimo di Kylie Jenner gli propone un feat. Da lì tre album e diversi record per portarlo al Post Malone di oggi: un artista versatile, cazzuto, profondo e innovativo. Nel 2021, mentre Posty lavora al suo quarto album in studio, ripercorriamo l’evoluzione del suo stile.

post malone

Stoney smonta alcuni cliché mentre ne sfrutta altri, l’autocelebrazione è diversa dal solito e passa in secondo piano, Post mette in scena un linguaggio di strada fatto di verbi frasali in un gergo accattivante, arricchito dalla metrica tutt’altro che banale, anzi complessa ma minimalista, che si impone sulle basi senza lasciarci il tempo di farci domande. La produzione, a mio avviso, è però ciò che dà più unicità all’opera. Non è un caso se dall’uscita di Stoney troviamo su Internet numerosi soundpack e librerie che contengono suoni ispirati alle sue strumentali, come non è un caso se su YouTube pullulano i ‘ Post Malone type beat ‘. L’artista texano è stato in grado di esplorare, di sperimentare uno stile nuovo basato sul riverbero dei sintetizzatori, i quali spesso combinati tra loro riescono a costruire un’esperienza in cuffia unica nel suo genere. Sono passati già sei anni dall’uscita e di rado incontro qualcuno che in macchina con me non zittisca ad un buon pezzo di Stoney. ‘ Big Lie ‘  scandisce i primi secondi con uno sviluppo che semplicemente entra in testa, poi tira fuori il meglio di sé nel ritornello ed anche la nostra voglia di lasciarci trascinare cantando .‘ White Iverson ‘ è l’esempio perfetto di ciò che in America chiamano ‘ chill ‘, una canzone che sa di abbandono ma lo fa spassionatamente, che potremmo tranquillamente ascoltare su qualche scena di Lars Von Trier senza che l’accostamento alquanto strano appaia fuori luogo. ‘ I Fall apart ‘ testimonia proprio l’abbandono di alcuni canoni, l’ibrido tra il rapper e il cantante trap, il connubio di stili diversi tra elettronica e una chitarra in sottofondo che intona poche note ma buone. ‘ Patient ‘, che penso sia quanto di meglio si possa ascoltare per gli amanti delle armonizzazioni. ‘ Congratulations ‘, che abbiamo sentito e risentito per radio, ha marcato un nuovo record di settimane consecutive in cima alla Billboard Top R&B/Hip Hop con 77 filate e sarò sincero: ha rotto anche un po’ il c**** come ogni hit che si parcheggia troppo a lungo nelle classifiche.

post malone

Post Malone non si fa desiderare più di tanto, ed il 27 aprile 2018 tira fuori ‘ Beerbongs & Bentleys ‘ che la critica non pare apprezzare più di tanto. Se da un lato viene elogiato il lavoro di produzione, c’è chi sottolinea il vuoto espressivo nei testi. Più voci concordano sulla mancanza di consistenza lungo le ben diciotto tracce. L’album si rivela però un successo commerciale, battendo diversi record sulle piattaforme streaming e debuttando al primo posto nella Billboard 200.  ‘ Paranoid ‘  apre le danze. È una canzone con poche pretese, un pezzo timido che culla l’ascoltatore e segue delle onde di sintetizzatori mentre si chiede s’egli abbia mai trovato il sollievo di cui Post parla. ‘ Rich & Sad ‘  ha delle sonorità innovative. A differenza di ‘ Stoney ‘, nonostante l’avvenuto successo, Malone appare insicuro. Afflitto dall’apparente incapacità di mantenere una relazione fondata sui soldi vorrebbe buttare tutto all’aria, nella speranza che una versione più genuina di sé stesso fosse stata ciò che l’ex consorte avesse davvero desiderato. .  ‘ Rockstar‘  è probabilmente ciò che ci viene in mente quando pensiamo a Post Malone, un pezzo che ha dominato le classifiche ed ispirato migliaia e migliaia di artisti in tutto il mondo. Qui Post torna con tutta la sua fotta, ci ricorda quanto essere un rapper famoso sia figo ma fottuto fino al cervello tra puttane, faide e barche di soldi. Il ritmo trascina, la voce culla, la base spinge; c’è tutto, c’è quello che vuoi ascoltare in una serata fuori con gli amici e in bus solo nelle malinconiche e fredde piogge invernali. ‘ Over Now‘ ricorda ‘ Big Lie ‘ del primo album, restano impressi i cori così ben amalgamati nella base e l’energia del ritornello. ‘ Psycho‘  è un pezzo di cui ho bisogno, ha una particolare simmetria minimalista. Anch’esso in posizione dominante nelle classifiche per diverse settimane vanta uno dei migliori beat mai composti nella scena. Abbiamo bassi caldi in contrasto a gocce d’acqua, la voce è l’espressione delle nuove tendenze, della bellezza semplice e d’impatto. ‘ Better Now ‘  è la tipica trappata da club, quella che balli con gli amici sudato e bevuto in preda ad una gioia spensierata di cui forse ti pentirai il giorno dopo, ma neanche troppo. L’importanza della chitarra marca l’inizio di un cambiamento di stile che lo porterà a convergere su sonorità indie nell’ultimo album. ‘ Stay ‘ è una canzone che contestualizzata romanticizza il suo percorso. Post aveva iniziato dal rock, rappresenta un suo ritorno alle origini, mostra come siano state importanti queste influenze nella sua crescita musicale ed ai concerti diventa presto una delle più cantate dai fan. ‘ Sugar Wraith ‘  chiude un secondo capitolo molto discusso nel bene e nel male. Non sono mai stato un fan dei critici d’arte. C’è da dire che le critiche mosse all’album hanno fondamento. Io rimango dell’opinione che sia un po’ una questione di gusti come col gelato. A me questi vibe in bilico tra il depresso e il figo piacciono; è una questione di flussi e approfitto per esprimere un personalissimo parere. Nella musica c’è sempre qualcosa che può essere apprezzato sotto diverse prospettive. C’è chi non è molto stimolato da una successione virtuosa di note alla chitarra e c’è chi vede una produzione elettronica come sterile e inespressiva. Il senso è che ogni album di successo commerciale sarà sempre osannato da alcuni e smontato da altri al di là del suo valore artistico e sarà solo il tempo a dirci qual è quello di ‘ Beerbongs & Bentleys ‘.

trap

Introduciamo il terzo e ultimo lavoro di Post con una frase di Dan Weiss di ‘ Consequence of Sound ‘, una rivista newyorkese il cui focus principale si posiziona tra cinema e musica. Dan scrive: Hollywood’s Bleeding  è immediatamente l’album più accattivante da ascoltare nel 2019, e sto includendo Taylor Swift ‘. Molti artisti perdono piede al terzo album, ricordiamo il tanto odiato ‘First impressions of earth’ degli Strokes che, inizialmente definiti ‘salvatori del rock’, trascinarono sé stessi in un lungo oblio interrottosi solo con l’ultimo e freschissimo ‘ The New Abnormal ‘. Post non solo tiene alto il livello, ma lo fa con un sostanziale cambio di influenze verso l’indie pop. ‘ Hollywood’s bleeding ‘ inizia i giochi sottolineando la tendenza inversa della sua carriera musicale, Post ha fatto proprio quello che avremmo voluto tutti. Ha sviluppato la sua musica con un crescendo di importanza strumentale. Il basso e la chitarra sono fondamentali, anche se non suonano per tutto il pezzo, perché è proprio quello il punto! Se volessi far risaltare il bianco delle pareti di casa mia punterei a circondarla di elementi neri. Il groove di elettronica pura che si inserisce tra le parti strumentali è proprio l’elemento nero di cui stavo parlando. ‘ Saint tropez ‘ è una salsa a cui siamo ormai abituati, chilliamo con Post mentre ci parla di lusso e di come se la vive su melodie catchy. Niente di nuovo – insomma – come se al solito bar chiedessimo il solito cocktail. ‘ A thousand bad times ‘ mi prende in contropiede, è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, né tantomeno che fosse il primo di una serie di tre pezzi che portano aria fottutamente fresca nel terzo capitolo del nostro caro amico. È un pezzo che dà li meglio di sé quando si è in viaggio a causa della ritmica galoppante. Sentiamo aria di libertà, di prenderci la vita per come c’esce. Accettiamo la merda che c’è successa perché in questi pochi minuti Post ci racconta di quanto se ne sbatta dello star male per una ragazza, dato che è solo uno tra le migliaia di vicende negative che ha affrontato. Il flusso è inarrestabile, le parole pure. Non ci resta che alzare il volume e goderci il viaggio. ‘ Circles ‘ è il secondo di questi tre pezzi speciali, dei record non ne parlo proprio, Post ci ha abituati a numeri da capogiro e questo lavoro non ne è esente. Forse avrei dovuto dirvi che ha per la terza volta di fila toppato le Billboard ma probabilmente lo sapete già o ve lo sareste aspettati. Il pezzo ha un basso che fa da padrone, dà calore alla voce e ritmica alla batteria semplicissima. Il ritornello ci prende di forza ed immerge in gaudiose giornate estive… niente da fare, le melodie indie pop erano proprio quello che volevamo. ‘ Staring at the sun ‘ potrebbe essere una hit estiva. Non penso Post si sia mai fatto problemi sull’essere molto radiofonico e commerciale. Il risultato è convincente ed anche se non ne vado pazzo è un brano che trova menzione in questa lista. ‘ Sunflower ‘ è l’ultimo dei tre pezzi che meritano particolare menzione, è tutto amalgamato al massimo, il lavoro di compressione è come sempre impeccabile, ogni singolo suono è sfruttato al massimo. Le voci con molto riverbero di Swae Lee e Post Malone sono diverse e si mettono in risalto l’una dopo l’altra. Risuonano sintetizzatori ovattati, sottili fraseggi tra le battute fanno da rifinitura, qualche nota di chitarra chiude un trippone. È un pezzo che ascolteremo per molto, molto tempo. ‘ Wow ‘ è il pezzo che chiude l’album a c***o duro. Un basso altalenante accompagna un flow da rapper degno del passato americano. In alcuni frangenti la base sgomma, nel senso che la battuta inizia come partirebbe una McLaren tirata ad alte potenze. È l’ideale per gasarsi come un bastardo.

 

È con cadenza biennale che Post ci serve un piatto che alletta il nostro famelico palato, e non molto tempo fa ha annunciato di star lavorando ad un quarto album. Ci chiediamo quali carte abbia intenzione di giocarsi ora e fino a che punto arriverà la sua eredità musicale. Chissà se il covid abbia dato più tempo anche a lui, se sarà in grado di sorprenderci per la quarta volta. Noi restiamo in attesa soddisfatti del suo percorso finora e delle canzoni che ci ha lasciato. Sperando anche che presto potremo tornare ad averlo qui in Italia, dove ha già suonato più volte. Sarà anche stupida pop trap americana, ma finché ci fa stare bene siamo più che felici nel ritagliarle una fettina.