Pixel Art by Pyxes

Anni 80, coin-op e videogiochi. Anni 2000, la diffusione di internet e l’incremento decorativo delle pagine web tramite l’uso dei pixel. Sono questi gli elementi chiave che caratterizzano il mondo di Pyxes.

Non si esprime attraverso immagine dettagliate, ma bensì, sceglie volutamente di scomporle fino al minimo indispensabile, fino alla semplicità grafica del pixel. Lui sceglie di “spixellare”. Prende una strada al contrario, in cui, invece di definire e dare corpo alle varie forme e linee, li riduce a dei punti, li riduce al pixel.

Pixel è una parola universale. E’ la minima unità di misura della superficie di un’immagine digitale. Essi, posti uno di fianco all’altro e disposti in modo rigoroso, tendono a comporre una griglia fissa. Così Pyxes realizza le sue opere. Fondendo poi i pixel in modo tale da comporre un’unica immagine. E’ questo che definisce e identifica il suo aspetto visivo. 

Sulla scia dell’illustratore coreano Jaebum Joo e prendendo influenze dalla Sticky Note Art, Pyxes, sceglie di avvalersi dell’arte del “non definire”. Infatti ribalta le carte in tavola. Si aggrappa alle picture element per farci capire che in un mondo di finta perfezione, c’è necessità di guardare le cose più da vicino, fino ad arrivare ai pixel.

Per altre curiosità sul mondo dell’arte, clicca qui !

Lascia un commento